
L'ultimo Gabriel sembra piacere a quel campionario critico a digiuno degli ultimi dieci anni di nuova hollywood; non è possibile biasimarli se si son tenuti a distanza dai compositori seriali, ma gli archi arrangiati da John Metcalfe immergono la voce di un interprete ancora straordinario in un'imperdonabile melma che appiattisce e neutralizza un tentativo di riscrittura che avrebbe potuto essere per certi versi interessante. L'ex Durutti Column e la produzione di Bob Ezrin non lavorano certo per sottrazione, mimando la pompa e la circostanza Elgariana in una versione degna di un qualsiasi emulo di James Horner. Ci dispiace davvero ma [...]