
Il bello di Jack White sta nella sua scelta di fare/scrivere/produrre quello che gli piace e lo appassiona, pertanto non stupisce che “Blunderbuss” sia letteralmente costellato di richiami alle metamorfosi di Jack : dai White Stripes ai Dead Wheater (“Sixteen Saltines”) per poi arrivare al cabaret della ex-moglie Karen Elson (“Blunderbuss”), questo poliedrico artista centellina generi ed esperienze passate in una chiave spiccatamente originale, quasi ricreando uno Stargate che brano dopo brano ci trasporta in una atmosfera (e decade) diversa. Abbiamo il blues romantico del Mississippi a [...]